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MINISTERO DELLA MARINA
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ISTRUZIONI MILITARI PER LA R. MARINA
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MINISTERO DELLA MARINA
DIREZIONE GENERALE ARMI ED ARMAMENTI NAVALI
ISTRUZIONI MILITARI PER LA R. MARINA
SERVIZIO ARTIGLIERIE, ARMI PORTATILI
E MATERIALE OTTICO
GRUPPO A. - N. 56
MANUALE
DELLA
MITRAGLIATRICE
ANTIAEREA
“ BREDA”
CALIBRO 13,2 mm.
Tipo R. Marina
MONOGRAFIA PROVVISORIA
REDATTA A CURA DELLA
DITTA COSTRUTTRICE BREDA
1931 - ANNO X
GENERALITÀ.
La Mitragliatrice Antiaerea « Breda » cali-
bro 13,2 è un’arnia automatica del tipo a pre-
sa di gas dalla canna, con chiusura a blocco
comandalo dall pistone.
Il raffreddamento della canna è ad aria per
mezzo di manicotti ad alette.
L’alimentazione è falla con caricatori della
capacità di 30 cartucce. La cadenza del tiro è
di circa 400 colpi al minuto.
L’arma, mediante un conveniente dispositi-
vo, mantiene aperto l’otturatore dopo avere
estratto il bossolo dell’ultima cartuccia conte-
nuta nel caricatore, espellendo contemporanea-
mente il caricatore stesso.
La Mitragliatrice può impiegare il seguente
munizionamento :
Cartuccia a pallottola ordinaria;
» » » luminosa ordinaria;
» » » perforante;
» » » luminosa perforante;
» » » luminosa fumogena.
6
DESCRIZIONE.
(Tav. I e II).
La Mitragliatrice Antiaerea « Breda » cal.
13,2 è composta delle seguenti parti :
Castello (1);
Canna (2);
Congegno di chiusura, di percussione e di
sicurezza (3, 7, 24, 6);
Congegno di regolazione dei gas (4, 5);
Impugnatura con leva di scatto (27, 10);
Congegno di estrazione (22, 23) e di espul-
sione (28);
Congegno di alimentazione (bocchello) (20)
con avviso d’arma vuota (15, 16, 17);
Carrello d’armamento (25);
Caricatore (19).
Castello. Serve a contenere e a guidare
gli organi del funzionamento. Superiormente
ha un’apertura in cui viene allogato il boc-
chello. Superiormente ed anteriormente pre-
senta un alloggio per il pisloncino elastico di
ritegno delia canna. Inferiormente v’è una fine-
stra per l’espulsione dei bossoli; nella testala
7
anteriore un attacco filettato per la canna; nel-
la testata posteriore un attacco a denti per
Timpugnalura. Internamente vi sono due co-
stole di contrasto per il blocco; esternamente,
destra per l’arma destra e a sinistra per Tar-
ma sinistra), uno spacco ed una guida per il
carrello d’armamento.
Canna. Posteriormente ha una filettatura
di attacco al castello. Verso la parte centrale la
canna è forala pei* il passaggio dei gas per il
funzionamento automatico. In corrispondenza
al foro vi è un manicotto di presa (4), che serve
per ili congegno di regolazione (5). Anterior-
mente e posteriormente a detto manicotto è
investita una serie di manicotti ad alette per il
raffreddamento ad aria. All’estremità anteriore
è disposto il parafiamma. Verso la volata, in
un manicotto, è ricavato lo zoccolo porta-mi-
rino.
Congegno di chiusura, di percussione e di
sicurezza. - Esso comprende : il pistone (3),
l’otturatore ((>), il blocco (7), il percussore (24),
il mellone di ricupero (13) ed il guida-molla (12).
8
Pistone (3). — E costituito da una testa an-
teriore cilindrica (la quale penetra nell’appen-
dice posteriore del manicotto di presa, per ri-
cevere l’azione dei gas che sfuggono dalla can-
na), da un gambo cilindrico e da una testa po-
steriore, opportunamente sagomata. Quest’ulli-
ma porta, sulle due facce esterne, due costole
inclinate di guida del blocco. Nella sua parte
superiore ha un incastro per Ja testa posteriore
del percussore; internamente un dente per la
leva di scatto ed un foro cieco per l’alloggia-
mento della parte anteriore del mollone di ri-
cupero. Anteriormente ha un gradino di con-
trasto dell’otturatore.
Otturatore (6). — Anteriormente ha l’allog-
gio del fondello della cartuccia e quello per l’c-
strattore. Sulle facce laterali porla due scana-
lature di guida delle costole del castello, due
incastri per l’alloggio del blocco di chiusura ed
un foro per il perno di ritegno dell’estrattore.
Superiormente ha una scanalatura per il pas-
saggio dell’espulsore ed un incastro per la sua
leva di arresto. Internamente è ricavalo Fallog-
9
giumento del percussore; inferiormente ed an-
teriormente vi è un intaglio di contrasto del
corrispondente gradino del pistone.
Blocco (7). — E munito inferiormente di due
ali con scanalature, corrispondenti alle nerva-
ture inclinate deli pistone; superiormente di altre
due ali, che si allogano, ad arma chiusa, nei
corrispondenti incavi dell’otturatore.
Percussore (24). — E un’asta munita, poste-
riormente, di una lesta sagomata, per il colle-
gamento alla testa posteriore del pistone, ed,
anteriormente, di una punta di percussione.
Sicurezza. — La sicurezza che il colpo non
parie >e non ad arma chiusa è data dallo stesso
pistone, all quale è rigidamente collegato il per-
cussore. Ili pistone infatti non permette al per-
cussore di agire sulla capsula se non quando
esso ha compiuta tutta intera la sua corsa, sol-
levando completamente il blocco nei rispettivi
incastri dell’otturatore.
— 10 —
Mollone e guida-molla (13, 12). — Il mel-
lone di ricupero si appoggia anteriormente al
pistone, penetrando nell’apposito foro cieco,
ed è guidato posteriormente dall’asta del gui-
da-molla, che serve, mediante una lesta sago-
mata posteriore, da ritegno alKimpugnatura.
Congegno di regolazione dei gas (4, 5). —
fi costituito da un manicotto (4), che avvolge la
canna in corrispondenza del foro di presa dei
gas. Esso ha un’appendice, nella (piale trova
alloggio, anteriormente, la valvola di regola-
zione (5) e, posteriormente, la lesta del pistone.
Un tubo posteriore, che si appoggia al castel-
lo, serve a proteggere il gambo del pistone.
Quando la valvola è completamente avvi-
tata, la totalità dei gas che sfuggono dal foro
della canna agisce sul pistone. Quando è inve-
ce avvitata solo parzialmente, essa permette ad
una quantità di gas più o meno grande di sfug-
gire all’esterno. La valvola è collegata ad un
tappo, avvitato anteriormente all’appendice del
manicotto, che comanda la valvola stessa.
— 11
Impugnatura (27). - Ha un corpo a denti
per l’attacco al castello. Contiene la leva di
scatto (10), col suo perno e la sua molla di ri-
chiamo, la quale sporge, esternamente, col bot-
tone di scatto ed, internamente, col dente di pre-
sa del pistone. K prevista una leva di coman-
do (20) per il comando a pedale dello scatto. Il
corpo è munito di un porta-manopole con ma-
nopole, il (piale porta un corsoio di sicurezza,
che può immobilizzare la leva di scatto.
Carrello d’armamento (25). È costituito
da un corpo con costole di guida nel castello.
Anteriormente ha un dente di presa per il pisto-
ne ed una molla di ritegno: posteriormente un
manubrio di manovra.
Congegno di estrazione e di espulsione. —
È costituito dall’estrattore (22), munito di molla,
disposto nella testata deirolluratore, (ali quale
è collegato con un perno (23) ), e da un espul-
sore, fissato al bocchello.
Congegno di alimentazione (bocchetto) (20)
con avviso di arma vuota. — È disposto sulla
faccia superiore del castello, al quale si collega
— 12 —
a coulisse. Inferiormente ha l’alloggio dell’e-
spulsore e due labbra di guida per le cartucce;
superiormente l’alloggio del caricatore, che può
essere chiuso da uno sportello, ed una scato-
la (21) con cartellina di chiusura, che contiene
il congegno d’avviso d’arma vuota. Posterior-
mente ha una coulisse d’attacco per lo zoccolo
d’alzo.
IH congegno d’avviso d’arma vuota è costitui-
to da una leva d’arresto del serbatoio (17), da
una leva d’arresto dell’otturatore (15) e da una
leva di sganciamento (16), che ha un braccio
per il comando a mano.
Caricatore. - È una scatola di lamiera (19),
che contiene 30 cartucce, collocate su doppia
fila. Esso contiene internamente un elevatore,
munito di un dente (18) di comando della leva
di sganciamento.
Avvertenza. --- Le armi destre si differenzia-
no dalle armi sinistre unicamente nel castello,
per la disposizione della spaccatura per il den-
te del carrello, per il carrello stesso e per la
leva di rimando del comando a pedale dello
scatto.
13
FUNZIONAMENTO.
1. Armamento a mano. Si apre la culatta,
tirando completamente indietro il carrello d’ar-
mamento. In tal modo il pistone retrocede,
comprimendo il mollone di ricupero e dispo-
nendosi col dente di presa della leva di scatto
posteriormente al gancio della leva stessa. L’ol-
hiratore viene pure trascinato indietro dall pi-
stone, fino ad agganciarsi alla sua leva di ar-
resto.
2. Caricamento. - Si apre ili coperchio del
bocchello, vi si introduce un caricatore colla
concavità in avanti, in modo che esso resti ag-
ganciato alla sua leva. Con cpiesla operazione
viene liberato rotturaIore dalla sua leva d’ar-
resto, rimanendo tuttavia nella posizione arre-
trata, perchè il pistone viene trattenuto dalla
leva di scatto.
3. Tiro. L arma è così pronta per l’inizio
del tiro. Agendo allora sulla leva di scatto, il
mollone di ricupero spinge in avanti il pistone
e, con esso, l’otturatore, che introduce una car-
tuccia in canna. Quando l’otturatore è a contai-
14 —
lo col vivo di canna, il pistone continua la sua
corsa, sollevando il blocco, liberato dalle costo-
le del castello. Nell’istante in cui il blocco ha
ultimata la corsa di sollevamento avviene la
percussione : si ha così la sicurezza che il colpo
non parla se non ad arma bloccata. Partilo il
colpo, una parte dei gas della carica agisce, at-
traverso il foro di presa, sulla testa del pistone,
che rincula, abbassando il blocco e poscia tra-
scinando l’otturatore, il quale, per mezzo del-
l’estrallore, estrae il bossolo dalla camera di
cartuccia. Il bossolo, urtando contro l’espulso-
re, c espulso dalla parte inferiore del castello.
Continuando a premere il bottone della le-
va di scatto, il congegno di chiusura, sotto
l’azione del mollone, avanza come per il pri-
mo colpo, e così di seguito per tutti i colpi del
caricatore. Espulso l’ultimo bossolo, il dente
dell’elevatore agisce sulla leva di sganciamen-
to, che libera la leva di arresto del caricatore,
espellendo questo dal suo alloggio, ed, in pa-
ri tempo, libera la leva di arresto dell’ottura-
tore, il quale ultimo viene così arrestato in po-
sizione di arma aperta. Si ha in tal modo la
certezza che nessuna cartuccia è in canna.
— 15 —
OPERAZIONI PRIMA DI INIZIARE IL TIRO
E DOPO CESSATO IL FUOCO.
Prima di iniziare il tiro bisogna:
l .°) passare lo scovolo nella canna;
2 .°) disporre la valvola di regolazione alla
divisione appropriata;
3 .°) lubrificare il meccanismo con una
quantità moderala di olio, dopo averlo accura-
tamente ripulito;
4 .°) assicurarsi, con qualche movimento di
va e vieni a mano del carrello d’armamento,
della libertà di movimento del meccanismo.
Ultimato il tiro, si manda l’arma in chiusura.
A questo scopo si disimpegna l’otturatore dalla
sua leva di arresto, agendo su di essa con la
mano destra. Con questa operazione si libera
l’otturatore dal suo ritegno, mentre ili congegno
di chiusura resta agganciato alla leva di scatto.
In seguito, tirando indietro con una mano
il carrello d’armamento, fino a farlo contra-
stare col pistone, si agisce con l’altra sul
bottone della leva di scatto, che libera così il
congegno di chiusura, il quale ultimo viene
spinto in avanti dal mollone di ricupero. Con
— 16 —
la mano al carrello si accompagna questo mo-
vimento, allo scopo di evitare l’urto violento
deH’otturalore contro il vivo di culatta.
OPERAZIONI DURANTE IL TIRO.
l .°) Impiego della valvola di regolazione.
Il regolare funzionamento dell’arma è gene-
ralmente assicurato quando il congegno di re-
golazione è disposto alla graduazione 4.
Se l’azione dei gas sul pistone è troppo bru-
sca, (e ciò si avverte dall’espulsione troppo vio-
lenta), la si modera svitando la valvola di presa.
Se invece l’azione dei gas è troppo debole, (e
ciò si avverte dai deficienti rinculi), la si au-
menta avvitando maggiormente la valvola.
2 .°) Raffreddamento della canna.
Se le circostanze lo permettono, è bene favo-
rire il raffreddamento della canna, facilitandone
l’aerazione con l’aprire la culatta, agganciando
l’otturatore alla sua leva di arresto. Se è dispo-
nibile dell’acqua, conviene raffreddare la canna
con getti d’acqua o fasciarla con stracci ba-
gnali. In tal caso però ogni traccia d’acqua
— 17 —
deve essere successivamente lolla dall’interno
della canna e dalla presa di gas a mezzo di
scovolo o meglio sparando qualche cartuccia,
perchè fino a che l’acqua non è completamen-
te eliminata, l’azione dei gas sul pistone può
essere insufficiente per assicurare il funziona-
mento automatico.
INCIDENTI DORANTE IL TIRO
E MEZZI PER RIMEDIARVI.
Avvertenze generali. — In caso di arresto
del tiro, qualunque ne sia la causa, occorre
riarmare il pistone per mezzo del carrello
d’armamento, allo scopo di espellere la even-
tuale cartuccia inceppata. Si richiude poi l’ar-
ma e se, agendo sul bottone della leva di
scatto, il tiro ancora non riprende, conviene
ripetere la manovra di agganciamento del pi-
stone e togliere il caricatore, per rendersi
conto della causa dell’arresto.
Avvertenza importante. — Se ramane una
cartuccia nella camera (piando la canna è mol-
to calda, bisogna estrarla rapidamente in me-
no di 15”. Se ciò non è possibile, bisogna
— 18 —
chiudere Parma ed attendere almeno 3’ prima
di ricercare la causa dell’incidente.
INCONVENIENTI.
l.°) Arresto del funzionamento.
Si agisce come nelle avvertenze generali, ar-
mando completamente l’arma, e si espelle la car-
tuccia difettosa.
Se nel riarmare farina s’incontrano delle
difficoltà, può darsi che ci sia qualche corpo
estraneo che intralci ili libero movimento del
congegno. Si deve allora smontare l’arma ed
eseguire la pulitura ordinaria.
2.°) Caricatore male sistemalo.
11 tiro non può essere iniziato. Si riarma a
mano, si toglie il caricatore e Ilo si introduce
nuovamente nel bocchello, fino alla sua esatta
sistemazione.
3.°) Difettosa energia di funzionamento.
Se il rinculo è insufficiente (difetto di espul-
sione, chiusura senza introduzione di cartuccia,
cattiva sistemazione della cartuccia), si agisce
sul regolatore.
19 —
SCOMPOSIZIONE ORDINARIA.
Serve per eseguire la pulizia dell'arnia duran-
te il tiro e quando lo si deve riprendere dopo
breve tempo.
Per eseguire la scomposizione ordinaria l’ar-
ma dev’esser chiusa.
Si opera nel seguente ordine :
l .°) Si spinge in avanti con una mano la
testa posteriore del guida-molla, mentre con l’al-
tra si sfila, dal basso in allo, l’impugnatura.
Con l’impugnatura viene fuori il guida-molla
ed il mollone di ricupero.
2 .°) Si tira indietro il carrello d’armamen-
to di quanto è necessario per poter impugnare il
meccanismo di chiusura e per estrarlo dal suo
alloggio.
3 .°) Si scompongono le parti del conge-
gno di chiusura. A questo scopo si toglie l’ottu-
ratore, sollevandolo dall pistone. Con l’otturato-
re si disimpegna anche il percussore, che può
esser subito tolto dal suo alloggiamento. Si fa
quindi scorrere il blocco, fino a farlo disimpe-
gnare dalla sua scanalatura del pistone.
— 20 —
4 .°) Si sfila il bocchello, facendolo scorre-
re nella sua coulisse verso la parie posteriore
dell’arma.
RICOMPOSIZIONE ORDINARIA.
Si eseguisce ricomponendo Parma nell’ordine
inverso alla scomposizione, assicurandosi che
il carrello sia preventivamente spinto in avanti.
Nella composizione del congegno di chiusura
bisogna aver l’avvertenza che la testa poste-
riore del percussore entri nel rispettivo allog-
gio del pistone.
SCOMPOSIZIONE STRAORDINARIA.
Si eseguisce dopo un tiro prolungato e quan-
do l’arma deve rimanere inattiva per lungo
tempo.
Vna volta eseguita la scomposizione ordi-
naria :
l .p) Si toglie l’estrattore. A questo scopo si
spinge l’estrattore stesso nel proprio alloggia-
mento e si sfila il perno.
— 21
2 .° Si smonta la leva di rimando dello scal-
to a pedale. A questo scopo si sfila la coppiglia
doppia e si sfila il perno della leva stessa. Essa
resta così libera.
3 .°) Si smonta la leva di scatto, sfilando il
suo perno.
4 .°) Si scompone il congegno di espulsio-
ne del caricatore e di avviso di arma vuota. A
questo scopo si sfila il perno della leva di arre-
sto del caricatore e si toglie la leva stessa dalla
parte anteriore. Si sfila la leva di arresto del-
l’otturatore, agendo col pollice di una mano
sulle parti inferiori di detta leva, in modo da
comprimerne la molki, mentre con l’altra mano,
agendo sul braccio di comando a mano, lo si
solleva, finche la leva stessa non esce dall suo
alloggio. Si sfila allora la cartellina e si toghe
la leva di sganciamento.
RICOMPOSIZIONE STRAORDINARIA.
Si eseguisce in senso inverso alla scomposi-
zione straordinaria.
— 22 —
SMONTAGGIO DELLA CANNA.
Per eseguire questa operazione l’arma dev’es-
ser aperta. Si agisce sul piolo di fermo me-
diante apposita chiavetta e lo si spinge indie-
tro, fino a farlo uscire dal suo incastro. Me-
diante apposita chiave si svita allora la canna,
facendola ruotare da destra verso sinistra
(guardando l’arma dalla culatta alla volata).
SCOMPOSIZIONE
DEL CONGEGNO DI PRESA DEL GAS.
Si svita completamente la valvola agendo sul-
la testa zigrinata del suo manicotto, facendola
ruotare da destra a sinistra. Si svita poscia
il tappo inferiore. Questa scomposizione serve
per la pulitura del congegno e dei canali di
sfuggita dei gas.
MANUTENZIONE DELL’ARMA.
Finito il tiro, si deve subito scomporre l’ar-
ma e pulire accuratamente, con petrolio, la
canna ed i vari congegni. Asciugate le varie
parti, si devono abbondantemente lubrificare
con olio prima di rimetterle insieme.
— 23 —
Non dimenticare che prima di sparare è ne-
cessario togliere dalla canna l’olio e il grasso
che eventualmente vi fossero rimasti aderenti.
Se le circostanze non permettono di smonta-
re il meccanismo, si può eseguire una pulitura
sommaria, scovolando la canna e lubrificando
sommariamente i congegni. A questo scopo si
solleva ili coperchio del bocchello e si versa del-
l olio nell’interno della culatta, facendo in se-
guito qualche movimento di va e vieni del con-
gegno di otturazione, mediante il carrello di ar-
mamento.
PARTI DI RISPETTO
ED ACCESSORI DELL’ARMA.
Ogni Mitragliatrice è fornita delle seguenti
parti di rispetto :
l .°) Un cofano contenente due canne com-
plete.
2 .°) Un cofano contenente le seguenti parti
di rispetto:
1 molla a spirale di ricupero;
1 mòlla a spirale delta leva di scatto;
24 —
2 percussori;
2 molle dell’estrattore;
2 estrattori;
1 perno dell’estrattore;
1 molla per leva di sganciamento;
1 » » » » arresto dello Muratore;
2 coppiglie per il pistoncino della leva di
arresto dell’otturatore e del caricatore;
1 molla della leva d’arresto del caricatore;
1 coppiglia di fermo pistoncino della leva
di sganciamento;
ed i seguenti accessori :
1 tenaglia di manovra per canna calda;
1 chiave per canna;
I ampolla per olio;
1 bacchetta porta - scovolo pei* canna (divi-
sa in 3 pezzi);
1 guida-bacchetta;
3 scovoli di acciaio;
3 )> » crine;
1 lavatoio di ottone;
1 estrattore di bossoli rolli;
1 martello di rame;
1 caccia-chiavette di ottone;
1 chiavetta per nottolino di arresto canna;
— 25 —
l chiave pei1 valvola e parafiamma;
1 chiave inglese;
1 guida-molla;
1 livello di punteria;
1 calibro per canne di rifiuto;
1 parafiamma.
3.°) Quattro cofani porta-caricatori contenen-
ti n. 8 caricatori ciascuno.
4.°) Un cofano con macchina per rifornimen-
to caricatori (ogni due armi).
DATI NUMERICI.
Calibro min. 13,2
Peso complessivo delibar-
ma con canna kg- 47.500
Peso delta canna )) 24
Lunghezza delli’arma min. 1652
» della canna » 1000
Ritmo circa 400 colpi al m
Velocità iniziale m.s. 790 ±15
Gittata massima ni. 6500
Altezza del tiro antiaereo » 4000
— 26
Peso della cartuccia gr- 122
Peso del proietto Lunghezza totale della )) 52
cartuccia mm. 130
Peso deli caricatore vuoto kg- 1,900
» » » con 30
cartucce » 5,560
INGOMBRO MASSIMO DEI COFANI
E RELATIVO PESO.
Ingombro massimo Cofano Peso vuoto Peso pieno
mm. 1100X200X240 per canne Kg. 14.— Kg. 63.-
» 480X160X210 per acces- sori e parti » 7.- » 14,200
» 480X140X210 per mac- chinetta carica ca- ricatori » 5,300 » 15.-
» 410X400X200 per carica- tori » 10,500 » 25,700 con caricato- ri vuoti.
Kg. 54,500 con caricato- ri pieni
— 27 —
LEGGENDA.
Castello..................................1
Canna.....................................2
Pistone...................................3
Manicotto di presa di gas.................4
Valvola di regolazione gas . . . . . .5
Otturatore................................6
Blocco ..................................... 7
Grano di appoggio blocco di chiusura . . 8
Guida di scorrimento otturatore .... 9
Leva di scatto............................10
Corsoio di fermo impugnatura al castello . 11
Guida-molla...............................12
Mollone di ricupero .... ... 13
Sicurezza esterna...........................14
Leva di arresto otturatore..................15
Leva di sganciamento........................16
Leva di arresto della scatola-serbatoio det-
te cartucce...............................17
— 28 —
Elevatore cartucce.........................J8
Scatola-serbatoio cartucce.................19
Bocchello..................................20
Cartellina di collegamento parte superiore
al bocchello...............................21
Estrattore.................................22
Perno dell’estrattore . . 23
Percussore.................................24
Carrello d’armamenlo.......................25
Leva di rimando per comando leva di scallo 2G
Impugnatura................................27
Espulsore..................................28
— 29 —
INDICE,
Generalità....................Pag, 5
Descrizione.....................» 6
Funzionamento...................» 13
Operazioni prima di iniziare il tiro e
dopo cessato il fuoco...........» 15
Operazioni durante il tiro .... » 16
Incidenti durante il tiro e mezzi per
rimediarvi......................» 17
Inconvenienti .........................» 18
Scomposizione ordinaria .... » 19
Kicomposizione ordinaria .... » 20
Scomposizione straordinaria ... » 20
Bicomposizione straordinaria ... » 21
Smontaggio della canna..........» 22
Scomposizione del congegno di presa
del gas.........................» 22
Manutenzione dell’arma..........» 22
— 30 —
Parli di rispetto ed accessori deL
l’arma..............................Pag, 23
Dati numerici.........................» 25
Ingombro massimo dei cofani e re-
lativo peso...........................» 20
Leggenda . . » 27
Cromotipia
ETTORE SORMANI
MILANO
Via Valparaiao, 23 - Tel. 40-377
Tav. I
Tav. II.
M/ TFFÌBL /F) ' FN /FM/; \ \\
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